Domenica delle Palme – Omelia

Cosimo_Rosselli_Sermone_della_Montagna

LA DOMENICA DELLE PALME /B

Oggi entriamo nel culmine di questa stagione. Entriamo infatti in una Settimana Santa distinta, per riscoprire in modo nuovo il senso della nostra salvezza. È una settimana per contemplare il mistero della Santa Croce ed essere piu attenti ai molti eventi e momenti speciali che caratterizzanno la liturgia. Dopo cinque settimane intere di esperienza del deserto, segnato dalla preghiera attiva, dal digiuno, e dalla carità, siamo giunti al punto più alto di aperta professione della nostra fede: Cristo è il nostro Signore e Re. Non dovrebbe trattarsi di una semplice espressione verbale, bensì e soprattutto di un’autentica esperienza vissuta. Oggi non possiamo restare quegli ebrei che cantavano «Osanna, Osanna» al figlio di Davide e quasi immediatamente dopo mutavano questo canto in un «Crocifiggilo, Crocifiggilo». Noi abbiamo visto e creduto che la sua testimonianza è vera, perché ha regnato, regna e regnerà nella nostra vita come Re al di sopra delle nostre difficoltà, dei nostri dolori e croci quotidiane. Ma non dimentichiamo che Gesù regna come Re e Signore anche dei nostri momenti di gioia e di risate, del successo e del progresso. Egli, infatti, ha fatto bene ogni cosa in umiltà e obbedienza come profetizzato da Isaia e testimoniato da San Paolo nella prima e seconda lettura di oggi.

Quindi, amati in Cristo, come cristiani e cattolici, siamo missionari in questo mondo e abbiamo il compito di proclamare a tutti il dono della nostra fede attraverso la nostra vita ed il nostro esempio. Non dobbiamo vergognarci di essere identificati come cristiani cattolici, poiché lo siamo e camminiamo certi nella nostra fede. La nostra fede è un dono, una cura, un rifugio, una luce dinanzi ai molti mali presenti nel nostro tempo: la guerra e l’odio, la corruzione, l’insicurezza, l’individualismo, l’immoralità e tanti altri. Queste sono le croci del nostro tempo, è vero, e sono proprio queste che devono essere trasformate in canali di salvezza. Ma chi farà il sacrificio? Chi è pronto a farsi condannare come Gesù per creare una società migliore? Questi vizi umani sfidano la nostra fede oggi mentre al contempo ci chiamano ad essere strumenti di conversione ovunque andiamo. Forse, abbiamo solo una unica strategia per vincere, cioè, possedere un cuore che ama senza condizioni e limiti. Questo è il significato della nostra fede e per il quale Cristo è morto.

Proprio in questo giorno, invito tutti ad andare, ad entrare trionfalmente con Gesù nella Gerusalemme del nostro mondo, consapevoli della nostra missione: convertirci e convertire gli altri; convertire il nostro cuore e, così, quello degli altri. Questo è il messagio speciale della Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Con il cuore nella preghiera, cerchiamo di vivere questa settimana di grazia, la settimana più importante nel calendario della Chiesa; cerchiamo di contemplare il mistero della nostra salvezza e della nostra missione di Cristiani.

Su di voi, su di noi, la benedizione di questa Settimana Santa mentre ci prepariamo alla grande Pasqua di nostro Signore. Amen.

P. Herbert

okeyboss@yahoo.com

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