Lectio Divina: “Lo Spirito del Signore riempie l’universo”

Bibbia

Domenica di Pentecoste

L’universo, la Chiesa, il nostro cuore “oggi” sono riempiti della presenza dello Spirito Santo, Dono del Signore risorto. La Pentecoste è sempre attuale, lo Spirito santo è sempre all’opera nella nostra vita e nella vita del mondo. Noi possiamo anche rifiutarlo, ma Egli rimane attivo, discreto e silenzioso, finché non ci decidiamo ad accoglierlo e collaborare con Lui in sinergia, perché il bene vinca il male. La liturgia è una continua epiclesi, cioè una costante invocazione dello Spirito perché trasfiguri i doni eucaristici e tutti i segni sacramentali in memoria della Pasqua di Cristo, ed anche perché trasfiguri tutti noi e ci renda sempre di più figli nel Figlio, rivolti al Padre.

La prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, ci racconta proprio l’effusione dello Spirito, nel giorno di Pentecoste, su Maria e i discepoli, come lingue di fuoco. Un fuoco d’Amore che li rende testimoni del Risorto, anche nelle persecuzioni; anzi li rende capaci di nuove relazioni con il dono delle lingue e di resistere al male in tutte le sue forme, perdonando persino i persecutori. Nasce visibilmente e si manifesta la mondo la Chiesa, che in modo misterioso era stata generata, come nuova Eva, dal costato di Cristo al momento della sua morte, quando dalla sua ferita uscì sangue ed acqua, segno dei sacramenti pasquali, il Battesimo e l’Eucaristia. (Cf Gv 19, 34)

Il Salmo 103, in forma responsoriale, ci fa invocare il Padre perché continui a donare lo Spirito santo: “Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra”. La seconda lettura, tratta dalla lettera di san Paolo ai Galati, ci invita più volte a camminare secondo lo Spirito, a lasciarci guidare da Lui, per vincere le opere della “carne” e portare il “frutto” molteplice dello Spirito: amore, gioia, pace, grandezza d’animo, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Il testo evangelico giovanneo, tratto dai discorsi di addio di Gesù, dopo l’ultima cena, ci ricorda la sua promessa di inviarci lo Spirito santo, Spirito della Verità, che ci guida a tutta la Verità e risveglia in noi la memoria di Gesù e del Padre, rivelandoci anche quello che Gesù non ha potuto dire ai primi discepoli perché non erano ancora in grado di comprendere, cioè accogliere in se stessi, tutti i misteri di Dio.

Quando verrà il Consolatore

“26 Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; 27 e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio”.

Nei versetti precedenti a questo brano di Giovanni, Gesù parla dell’«odio» del mondo verso di Lui e verso i suoi discepoli, quasi in contrapposizione al suo «lascito dell’amore», lasciato di quel che è propriamente suo: l’«agàpe». L’amore del Figlio, che va liberamente incontro alla morte, risulta insopportabile a chi odia. Si arriva così al versetto 25: “questo perchè si adempisse la parola scritta nella loro legge: «mi hanno odiato senza ragione»” E’ come dire: «mi hanno odiato gratis», una sorta di esilio dalla vita. Ma Gesù continua: “quando verrà il Consolatore, che io manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza e così anche voi mi renderete testimonianza”. Il Consolatore è il «Paraclito», cioè lo Spirito santo, definito anche l’«avvocato difensore», Egli nel conflitto tra amore e odio, sarà il difensore dei perseguitati. Lo Spirito santo è il «Maestro» dell’«intimo», il «Maestro» della «memoria»: “vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”.

Nel vangelo di Giovanni troviamo altre volte accenni alla «memoria» che nei discepoli è memoria del futuro e per il tempo futuro. C’è un «Consolatore», come dice Gesù, che opera in noi come «Maestro», che educa la «memoria». È «Maestro» che scava, nell’intimo di tutti, quello spazio che ci consente di accogliere la presenza di Gesù, il «povero» che ha messo a disposizione se stesso fino a subirne le estreme conseguenze; è la presenza in noi del «povero» che la stoltezza umana vorrebbe rifiutare, cancellare, distruggere, negare. Non per nulla Gesù è motivo di disturbo insopportabile. Ecco allora il «Consolatore», «Maestro» dell’«intimo», che educa la nostra «memoria» nell’esercizio del riconoscimento di Gesù.

Nei versetti 26 e 27 del nostro testo, il «Paraclito» viene descritto da Gesù come il «suggeritore» della testimonianza, che tutto riconduce alla missione del Figlio che è stato odiato fino all’estremo, fino a subire un’ingiusta condanna a morte. Ebbene: proprio il Figlio, odiato, è l’amico degli uomini, che ci parla dello «Spirito di verità». Lo «Spirito di verità» opera in relazione al compiacimento che il Padre ha dimostrato nei confronti del Figlio, che è disceso, passato attraverso l’odio di questo mondo e risalito ed ora è glorificato alla destra del Padre. Lo Spirito rende testimonianza a Gesù e alla missione che Egli ha svolto in quanto Figlio, quel Gesù che gli uomini hanno odiato e che ha manifestato il compiacimento del Padre nella gratuità della sua libera condivisione di tutto il disastro della nostra condizione umana, del nostro esilio dalla vita. È Lui testimone. Ed è Lui che attiva, sostiene, illumina, in noi, tutti i motivi di quella testimonianza che ci mette nella condizione di amici che fanno festa per come Dio li ha guardati e per come il Figlio si è reso presente.

E così in noi emerge, in modo incontenibile, la gioia di una conversione alla pienezza della vita. Conversione che consiste nell’adesione a Gesù, nella scoperta del vincolo di comunione che si è instaurato tra quel «povero» che è morto nell’innocenza e noi, creature peccatrici che l’abbiamo odiato. Ora quel Figlio è glorificato dal Padre, ed è lo Spirito che ci inserisce nella comunione con Lui. Egli è l’amico che ci guida lungo la strada della vita e noi siamo messi in grado d rendergli testimonianza. Questa testimonianza è suggerita, educata, motivata in noi, dallo «Spirito Paraclito».

Lo Spirito della verità vi guiderà alla verità tutta intera

“12 Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13 Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. 15 Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà”.

Gesù dice ai discepoli: “molte cose ho ancora da dirvi ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”. Questo significa che Gesù fa silenzio. E’ arrivato il momento, in cui dentro alla situazione umana così amara, conflittuale, dove l’odio si accumula, la stoltezza vorrebbe fare la voce grossa e vorrebbe imporsi come maestra del cuore umano, ecco che Lui, eloquente nel suo silenzio, dona lo Spirito santo, che istruirà i discepoli sulla Verità, perché siano coinvolti nella pienezza del disegno di Dio: “Quando però verrà lo Spirito di verità egli vi guiderà alla verità tutta intera”. Il «Paraclito» viene a svelarci la pienezza del disegno di Dio, che si è realizzato per la salvezza del mondo nel Figlio, che, nella gratuità della sua innocenza, ha amato gli uomini dentro il loro «esilio» dalla vita.

È la conversione alla vita, è la storia della salvezza. Dove sta la salvezza? La salvezza sta in questa strada che è ormai aperta e che in nessun modo potrà più essere sbarrata, per consentire agli uomini, qualunque sia l’«esilio» nel quale sono sprofondati, di ritornare alla vita. Il buio è vinto dalla luce, l’inferno è evangelizzato, l’odio è redento, la vergogna è trasfigurata in gioia.

E lo Spirito «Paraclito» che cosa fa? Troviamo tre verbi: quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà” questo è il primo verbo. Poi dice: egli parlerà” secondo verbo. Poi dice: egli mi glorificherà” Il primo verbo: vi guiderà alla verità tutta intera” significa che la verità non è riservata agli intellettuali o a coloro che sono diventati un po’ più furbi o un po’ più eruditi. No, qui la “verità tutta intera” è il disegno salvifico, è la realtà così come la vede Dio. Siamo inseriti dallo Spirito nella pienezza del progetto in cui siamo coinvolti e salvati dalla gratuità di Dio. La misericordia di Dio è gratuita.

Tutto questo non è un automatismo ma un puro dono, è lo Spirito di Dio che ci guida ad aprirci alla comunione, a non lasciarci catturare dal dettaglio, fosse anche positivo, ma di vedere l’insieme del disegno di Dio, la totalità della realtà e di ogni persona. E’ la strada della conversione che si apre. E, poi, dice: “Non parlerà da sé ma dirà tutto ciò che avrà udito e annunzierà cose future” Ecco il verbo «annunziare», che non vuol dire che ci sono delle rivelazioni riservate al tempo futuro. Perchè, in realtà, tutto quello che c’era da dire da parte di Dio, ci è stato detto mediante la missione affidata al Figlio suo, Gesù Cristo. Ma lo Spirito Santo ci metterà in grado di interpretare tutti gli eventi che, man mano, nel futuro della storia umana, ci coinvolgeranno in rapporto a quella pienezza del disegno che, ormai, si è realizzata, una volta per tutte; in rapporto alla missione del Figlio che è venuto, è disceso, è risalito, è morto, è risorto, è vivente, è glorioso.

Noi abbiamo bisogno di essere educati all’ascolto per comprendere il linguaggio dell’amore. E lo Spirito Santo, fa di noi degli «ascoltatori», proprio lo Spirito Santo che parlerà non da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito. Lo Spirito Santo parla in quanto è Maestro dell’ascolto. Lo Spirito santo, di generazione in generazione, di secolo in secolo, di millennio in millennio, per il tempo che sarà, renderà il nostro ascolto più affinato, più pronto, più maturo. Lo Spirito è il «Maestro» che ci educa nella capacità di ascoltare. Gesù afferma che lo Spirito: “mi glorificherà. Prenderà del mio e ve l’annunzierà”. Là dove il Figlio è glorificato dal Padre, ecco la gioia dei discepoli, che si trovano inseriti nella comunione della vita Trinitaria. Il mondo intero si va così ricomponendo nella nuova Gerusalemme e noi possiamo già, fin d’ora, contemplare questa bellezza!

Vieni Spirito Santo, vieni Padre dei poveri, vieni luce dei cuori! Vieni ospite dolce dell’anima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli! O luce beatissima, rischiara le nostre tenebre e dona al mondo la pace!

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Liturgia del Giorno

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