Lettera d’Alleanza – Mese di Maggio

SAMSUNG CSC

Quello che ha rallegrato il Tuo sguardo, Padre,

torni alla fonte di Grazia che sorge dal Santuario

in onore Tuo, del Figlio e dello Spirito Santo

(P. Kentenich: verso il cielo)

Movimento di Schoenstatt in Italia

“LA TUA ALLEANZA, LA NOSTRA MISSIONE”

Roma, 18 maggio 2015
“Gesù fissando lo sguardo su di lui lo amò…” (Mc 10,21)

CARISSIMI,
Il ritornello di una bella canzone schoenstattiana dice: “Con occhi di misericordia, con questi occhi guardaci adesso”. In questo mese di Maria che stiamo trascorrendo vogliamo lasciarci guardare da Maria e guardare con predilezione le famiglie che ci ha affidato.
Di Gesù dice il Vangelo: “fissando lo sguardo su di lui lo amò…” (Mc 10,21). Quante volte nella vita quotidiana sentiamo: “ha gli occhi della mamma, lo stesso sguardo”. Anche noi, negli occhi di Maria abbiamo scoperto lo sguardo di Gesù. È uno sguardo che ci “ha trafitto il cuore” (cfr At 2,37) perché è stato uno sguardo d’amore personale, inaspettato e sconvolgente. Quando Maria ama, ama fino in fondo. Quando Maria ci sceglie, rimane fedele tutta la vita, senza spaventarsi della nostra debolezza e perfino del nostro peccato. Il suo sguardo non ci fa invecchiare anzi ci ringiovanisce. A Joao Luiz Pozzobon piaceva ricordare specialmente nei momenti di tempesta nella sua vita: “Mi basta il tuo sguardo”. Se contemplate l’immagine della Madonnina di Schoenstatt, troverete che è una Vergine che ti guarda. Cerca il rapporto con noi. La vocazione d’ogni missionario si sostiene su questo sguardo, che risveglia l’amore, dona luce alla mente e rinfranca la volontà. Pensate che ognuno di voi è stato guardato in una maniera unica e indimenticabile il giorno che ha deciso di diventare missionario di questa Madonnina con un’ occhiata semplice ma serena e tenera.
Il Vangelo racconta: “…Gesù vide un uomo, chiamato Matteo…e gli disse: seguimi” (Mt 9, 9). Lo sguardo di Gesù viene accompagnato da una parola forte e decisa: “seguimi”. Il cristianesimo non è solo una religione di contemplazione ma d’azione, superando il rimprovero che ascoltarono gli apostoli dopo l’Ascensione: “uomini di Galilea perché state a guardare il cielo?” (At 1,11), così come Paolo e tanti cristiani dei quali nemmeno conosciamo il nome, essi portavano il Vangelo in modo instancabile e genuino a tutti. Pensiamo a l’umile carceriere di Filippi che dopo essere stato salvato da Paolo dal suicidio, trova “la salvezza” e si lascia battezzare con tutta sua famiglia (cfr At 16, 22-34). Anche noi come missionari ci siamo messi in cammino dopo lo sguardo di Maria. Vogliamo contemplare le famiglie affidateci con gli occhi della Madonna.
Una volta il Papa Francesco ha domandato: “quando dai una moneta a un povero, lo guardi?”. Come è facile riempire la nostra vita con gesti incoscienti, diventando così uomini e donne che guardano se stessi e alla fine raccolgono quello che hanno seminato: la solitudine. La Madonnina tramite la sua visita domestica vuole ricostruire la rete di legami tra noi, fatta di sguardi profondi. Non sarebbe forse un bel fioretto in questo mese di Maria che quando vado a portare l’immagine di grazia alla famiglia guardo in maniera speciale chi la riceve nella sua casa? Anche noi come missionarie dobbiamo avere lo sguardo di Maria sulle famiglie e sulle person
e alle quali portiamo la Madonnina.
Domande:
Sono consapevole che Maria mi guarda con occhi misericordiosi?
Quando vado a portare la Madonnina, guardo le persone negli occhi oppure è un gesto quasi meccanico di consegna?
Ricordate di pregare per l’incontro delle missionarie in Puglia (23 maggio). Mi affido alla vostra preghiera e vi invio la mia benedizione sacerdotale
P. GIOVANNI RIBA

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