Omelia : Pentecoste

Cosimo_Rosselli_Sermone_della_Montagna

DOMENICA DI PENTECOSTE /B ‘MANDA IL TUO SPIRITO, IL SIGNORE’

Carissimi! Celebriamo oggi la solennità di Pentecoste.

La promessa di Cristo ha compimento in noi, lo Spirito Santo che viene e resta tra noi ci renderà capaci ogni giorno di più di essere testimoni della Verità.
Quest’amore che proprio oggi ci ricorda la sua presenza costante nella nostra vita giunge a noi in diversi modi:

La Prima: Doni e frutti dello Spirito

Gli uni e gli altri non sono la stessa cosa. I doni sono sette: Consiglio, Sapienza, Fortezza, Intelleto, Pietà, Timor di Dio, Scienza. I frutti invece sono Amore, Gioia, Pace, Magnanimità, Benevolenza, Bontà, Fedeltà, Mitezza, e Dominio di sé.
Quale abbiamo ricevuto oggi? La Domenica scorsa abbiamo detto che ognuno di noi ha ricevuto un dono particolare, almeno uno. Forse per alcune persone sono di più, ma almeno uno lo abbiamo ricevuto tutti. La cosa più importante del resto non è la quantità bensì l’uso che facciamo di questo dono: lo stiamo realmente utilizzando per la gloria di Dio e al servizio dell’umanità?

Ma vi dico anche: non nascondete gelosamente ciò che avete, temendo che qualcuno ve lo possa portare via. Illuminate il mondo intorno a voi con i vostri doni, con ciò che avete ricevuto gratuitamente. Attraverso i nostri doni, ognuno di noi diventa missionario e testimone della presenza di Dio nel mondo, e così facendo segue l’esempio degli apostoli.

Lo Spirito Santo ci dona la comunione:
Comunione nel senso di unità e di pace tra gli uomini e nei nostri cuori. Lo Spirito Santo non è uno Spirito di confusione. No! Avete sentito la prima lettura di oggi? La gente li sentiva, sentiva gli apostoli, parlare nella propria lingua nativa, indipendentemente dalla nazione e dal luogo di provenienza. Ovunque lo Spirito Santo sia presente, lì c’e ordine, pace, unità. È questo Spirito che noi abbiamo ricevuto oggi, perciò dobbiamo essere strumenti di pace e di unità ovunque andiamo e non gente di cattiveria come ci ricorda San Paolo nella seconda lettura. Dobbiamo cercare di comportarci in una maniera degna della nostra vocazione cristiana, perché siamo noi i segni viventi della presenza di Dio nelle nostre famiglie, nell’ambiente di lavoro e tra gli amici.

Lo Spirito ci dà una nuova identità: San Paolo dice che ‘Non abbiamo ricevuto uno spirito di timidezza ma uno spirito di preghiera e di lode, quello che ci fa gridare… Abba Padre! Uno Spirito che ci fa andare in giro per il mondo (per quanto questo nostro mondo possa essere ristretto ai nostri ambienti) liberi, proclamando il Vangelo della salvezza. Lo Spirito Santo ci dona la forza di essere diversi, ma diversi in un modo positivo. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. Non parliamo altre lingue umane né forse abbiamo lingue di fuoco sulla testa – no, niente di così spettacolare – però possiamo parlare oggi la lingua dell’amore, della pace e della speranza che alberga e vive nei nostri cuori e nel prossimo. Questa sarà veramente la nostra Pentecoste, la nostra nuova identità.

Sorelle e fratelli, chiediamo allo Spirito Santo di insegnarci ad aprire gli occhi della nostra fede così da poter vedere la nostra missione qui sulla terra. Spirito di Dio, scendi ancora di nuovo su di noi oggi e sempre. Amen!

P. Herbert

okeyboss@yahoo.com

Traduttore

Liturgia del Giorno

Dove siamo

Click to open a larger map

Clicca per ingrandire