V Domenica di Pasqua – Omelia

Cosimo_Rosselli_Sermone_della_Montagna

‘Senza di me non potete far nulla..’ Una frase verissima. Che cosa possiamo fare senza l’aiuto e la benevolenza di Dio? Egli è la vite e noi, i tralci. Tante volte alcune persone dicono «io non credo in Dio». Allora se non credi in Dio, a chi credi tu? Carissimi, oggi è la quinta Domenica di Pasqua, riflettiamo sul tema della fiducia. La fiducia non solo in Dio, ma anche nel prossimo. Questo è il punto che per me, oggi, è importante.

Ma che cos’è che Dio ci sta dicendo?

  • Non siamo mai soli.

San Giovanni lo dice nella seconda lettura di oggi: «Coloro che credono e osservano i suoi comandamenti rimangono in Dio e Dio in loro». In altre parole, c’e una condizione: compi la volontà di Dio e il suo Spirito rimarrà con te. In ogni momento, siamo chiamati ad amare gli uni gli altri. Quando una persona non è libera in sé di amare, è molto difficile sentire l’amore dato dagli altri e anche da Dio. Ricordatelo! Chi rimane in Dio, porta molto frutto. Ed è quando siamo in relazione con gli altri che abbiamo la capacità di essere e diventare migliori. L’individualismo non è una cosa bella, né luminosa. Dobbiamo combatterlo perché noi abbiamo bisogno dell’altro nella nostra vita. E per questo, dobbiamo fidarci di più, perché solo così sarà possibile realizzare le cose grandi preparate per noi da Dio.

  • Nessuno è perfetto.

Anche se abbiamo bisogno degli altri, dobbiamo capire che nessuno è perfetto. E così non possiamo passare la nostra vita a giudicare sempre gli altri. Qualche volte le persone cambiano proprio come San Paolo. Il punto è avere pazienza, una pazienza che non ha un limite. Siamo come un giardino sempre bisognoso di potatura. È così che possiamo crescere nella perfezione, è così che possiamo migliorare e diventare belle e robuste persone. Ma, abbiamo bisogno di Gesù, la vite vera, per purificarci ancora e ancora. Se ci abbandoniamo tra le braccia di Dio, abbiamo la certezza che saremo sempre accolti e amati perché siamo suoi figli.

  • La mia vita porta frutti?

Se la riposta e ‘Sì’, allora che tipo di frutto? Il frutto della paziena, dell’amore e del timore di Dio o quello della rabbia, del rammarico e dell’odio? Carissimi! La vita è molto breve per essere vissuta raccontando la storia brutta. Invece di fare questo, invece di percorrere questa strada oscura, approfittiamo del poco tempo che abbiamo qui sulla terra per toccare la vita di qualcuno in modo speciale – in un modo morale o anche materiale, non importa, la cosa più importante è fare qualcosa di positivo nel poco tempo della tua vita.

Nella prima lettura di oggi, Saulo ci dà un esempio, predicando apertamente nel nome del Signore. Anche San Giovanni, nella seconda lettura, ci dà una testimonianza quando dice «Non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità». Siamo uniti a Cristo solo quando viviamo come lui, fedeli alla nostra sorgente.

Il messaggio per oggi allora è:

1. Dio, il Padre nostro, conosce tutte le cose, conosce ogni cosa che succede nella nostra vita.

2. Ogni esperienza nella vita si rivela una benedizione o una lezione, attraverso gli altri.

3. Sicuramente, la rabbia, i dubbi o anche l’incredulita totale verso Dio non risolve niente. Al contrario, ci fa sentire peggiori.

4. Cerchiamo dunque di vivere tutti i giorni nella provvidenza di Dio perché lui è la via, la verità e la vita.

Possa Dio illuminare la nostra via cristiana sempre. Amen

P. Herbert

okeyboss@yahoo.com

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