Giurcap: XIII Pellegrinaggio degli Universitari ad Assisi.

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XIII pellegrinaggio degli universitari ad Assisi

Come ogni anno, la Diocesi di Roma ha programmato il pellegrinaggio degli universitari (questo, il tredicesimo), ad Assisi, per il 7 novembre 2015.

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Assisi è un piccolo comune italiano della provincia di Perugia, in Umbria, collocato su di una collina. Proprio questa sua posizione porta a pensare che sia un territorio solitamente esposto a freddo e tempo uggioso; tuttavia, la fortuna ha voluto che proprio quel giorno ci fosse un clima primaverile e più accogliente che mai.

Quanto previsto dal programma della giornata, l’appuntamento, per la partenza, è stabilito alle ore 7:00 di mattina dalle rispettive parrocchie, cappellanie o collegi universitari; orario alquanto scomodo, da chiedersi “chi me lo fa fare di svegliarmi così presto di sabato mattina, uno dei pochi giorni in cui posso dormire?”

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Nonostante ciò, si parte! Il tragitto è di media durata, ma la pausa caffè (e bagno) è immancabile! Una volta giunti sul territorio comunale, ad accoglierci è la maestosa Basilica di Santa Maria degli Angeli, con annesso il magnifico piazzale a sé stante. Dopo la rituale foto di gruppo, come previsto dal disegno della giorno, entriamo nella casa del Signore per la Celebrazione Eucaristica. Quello che sorprende non è la vista di tante persone, ma la qualità: dal bambino di pochi mesi, ai gruppi di ragazzi, alle famiglie riunite, ai più anziani, ai meno abili; tutti insieme, ugualmente riuniti davanti al Padre. Al seguito del pranzo, il tempo a disposizione viene dedicato ai pellegrinaggi ai luoghi francescani o agli itinerari di arte, scienze e Fede. Si giunge così nella parte più alta, e, a mio avviso, più bella, della città. Come detto, il tempo a disposizione si può impiegare a propria scelta; la nostra, visitare la Basilica di Santa Chiara. Fatto ciò, mentre si assiste ad uno splendido tramonto, accompagnato da piacevoli canzoni intonate dai missionari, seguiti da alcuni di noi, giunge il momento della fiaccolata, con partenza dall’altra magnifica Basilica, quella di San Francesco, patrono d’Italia e simbolo di Assisi stessa. È questo il momento più significativo della giornata: sulla piccola città è calato, ormai, il buio e le uniche luci sono le centinaia di candele accese da ognuno di noi, simbolo delle nostre anime, che, in silenzio, fanno ritorno alle proprie case. Proprio in questo ritorno sono riuscita a dare risposta a quella domanda sorta all’inizio: svegliarmi così presto è servito a vivermi una splendida giornata di preghiera con i miei fratelli, a respirare la vera aria pura, a concentrarmi su me stessa, ringraziando il Padre di ogni cosa datami, tra cui ogni attimo, giorno o quel che sia fattimi vivere fino ad oggi e, cosa più importante, a realizzare il vero significato della parola “pellegrinaggio”, quale “il recarsi per devozione in un luogo che si considera sacro”, perché questo è stato: visitare la casa del Signore gioiosamente, a differenza di come molta altra gente lo pensa, che attribuisce a quel vocabolo il senso di penitenza o sofferenza.

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Tutto ciò, per un credente, è splendido; ma perché proprio Assisi e non un’altra città più nobile? Perché essa è la città dell’umiltà, della semplicità, ma soprattutto, proprio come affermava Dante Alighieri nell’ XI canto del Paradiso della Divina Commedia, la città da cui sorge il nostro sole:

« [..] Però chi d’esso loco fa parole, non dica Ascesi, ché direbbe corto, ma Oriente, se proprio dir vuole. »

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Monastero di S. Benedetto – Assisi

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Basilica di S. Francesco

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