Quaresima è tempo di conversione

Con il mercoledì delle Ceneri abbiamo celebrato l’inizio del tempo di Quaresima, i 40 giorni che ci separano dalla Pasqua. Per continuare a vivere attivamente questa tappa dell’anno, ogni venerdì alle 17.15 pregheremo insieme la Via Crucis.

Quaresima: cosa vuol dire davvero digiunare?

Quaranta giorni e quaranta notti nel deserto: questa è stata l’esperienza di Gesù prima di vivere il servizio accanto agli ultimi, peccatori e feriti; prima di essere condannato a morte e così riscattare l’umanità dai tutti i peccati; prima di celebrare insieme la vita che Dio offre. Allora il tempo di Quaresima è per noi il momento in cui riscoprire la nostra umanità di figli, fragili e vulnerabili. Consapevoli di questa debolezza possiamo offrirla al Padre, il solo che può accoglierla nel suo amore sconfinato.

 

Il digiuno diventa un mezzo per poterci avvicinare alla riconoscenza della nostra condizione umana, non un sacrificio di privazioni senza riscontro fecondo nel nostro quotidiano e nelle nostre relazioni. Digiuno non è “fare il fioretto” ma essere in ascolto delle nostre fatiche e consegnarle sinceramente al Signore. Digiuno è essere nudi davanti al Signore e mettere nelle sue mani la nostra pochezza che Lui ama alla…follia.

E’ un esodo dalla schiavitù alla libertà contemplando Gesù nella Via Crucis

Sbagliato è pensare alla Quaresima come una serie di rinunce e di autocommiserazioni per dirci che siamo stati capaci di, che siamo sporchi peccatori ripiegati su noi stessi, che meritiamo di soffrire. Tutto questo è sbagliato perché Gesù ci ha lasciato un messaggio d’amore! Gesù ci ha salvato dal peccato e ci ha restituito la vita!
Allora, come ha spiegato Papa Francesco, la Quaresima è il momento per “verificare le strade che stiamo percorrendo. E’ una discesa umile dentro di noi e verso gli altri. E’ capire che la salvezza non è una scalata per la gloria, ma un abbassamento per amore. E’ farci piccoli”.  Farci piccoli fino a lavare i piedi dei nostri fratelli “per non perdere la rotta – continua il Santo Padre – mettersi davanti alla croce di Gesù: è la cattedra silenziosa di Dio. Guardiamo ogni giorno le sue piaghe”.

 

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